Eccomi di ritorno dal mio tour de force indiano. È stata dura. Dura vedere gli enormi contrasti tipici delle maggiori città: palazzi curati accanto a edifici fatiscenti, autovetture lussuose sfrecciare accanto a baraccopoli di lamiera e rifiuti, negozi sfavillanti e volti derelitti sui marciapiedi. L’India non lascia indifferenti, attrae e respinge allo stesso tempo.Per quanto riguarda la cucina, quella indiana (rigorosamente vegetariana) di cui mi sono nutrito per sei giorni, è estremamente speziata, a volte difficile anche per un palato come il mio che apprezza i sapori forti e piccanti. Necessario quindi, al mio ritorno, riequilibrare quest’orgia di sapori con alimenti più dolci e rinfrescanti. Mi è venuto in aiuto il mio ortaggio autunnale preferito, la zucca.La zucca l’ho scoperta intorno ai 20 anni, armeggiando per la prima volta con ricette di cucina naturale. Prima di allora era per me un ingrediente assolutamente sconosciuto, quasi esotico. Man mano l’ho conosciuta e “addomesticata”.
Unatappa fondamentale della scoperta di questo ortaggio risale a qualche anno fa, quando a Kyoto provai per la prima volta delle fette di zucca Hokkaido cotte al vapore con la buccia. La polpa, tenera e dolce, ben si amalgamava alla piacevole croccantezza della buccia verde. La zucca con la buccia la riprovai non molto tempo dopo in un ristorante di alta cucina naturale a Lussemburgo, e fu amore definitivo e incondizionato!
Altro ricordo, decisamente fantozziano, è quello di una cena per Halloween presso un circolo immerso nei boschi della collina torinese, qualche anno fa. Le due proprietarie, due signore tedesche di mezza età, ci fanno intagliare, svuotare e raccogliere la polpa di diverse zucche (a me, a dei miei amici e ad altri sventurati) . Di sicuro servirà per una classica cena autunnale a base di zucca… A tavola, un’anonima cena senza la benché minima traccia di zucca… Ma la cosa più stupefacente è che, oltre a farci pagare a caro prezzo la cena, ci addebitano anche le zucche che avevamo sapientemente modellato… Che le due signore vivano da troppo in Italia?
Vellutata di zucca Hokkaido con crostini al curry
Di rigore utilizzare una zucca dolce come la giapponese Hokkaido, senza buccia però, per questa ricetta che pone l’accento proprio su questo meraviglioso ortaggio. La dolcezza del piatto è mitigata dal sapore più deciso dei crostini di pane tostato al curry. Le dosi sono per 4 persone.zucca Hokkaido 1 kg
cipolla 1
algakombu 1 pezzo
alloro 3 foglie
misod’orzo 1 cucchiaio
prezzemolo 4 gambi
paneintegrale raffermo 4 fette
olio extravergine d’oliva 3 cucchiai
curry2 cucchiaini
sale marino integrale 1 cucchiainoTagliate la zucca a pezzi, sbucciatela e tagliatela a pezzetti. Lavate e asciugate il prezzemolo.
Tagliatela cipolla a dadini e portate a ebollizione tre dita d’acqua. Versatevi la cipolla e scottatela con il sale per 5′.
Aggiungetequindi la zucca, l’alloro e la kombu. Coprite d’acqua il tutto. Portate a ebollizione e cuocete con il coperchio per 20′. Eliminate l’alloro e l’alga, raccogliete un po’ di brodo (mezzo bicchiere) e passate il tutto con il mixer o con un frullatore a immersione.
Rimettetesul fuoco la crema ottenuta e aggiungete il miso sciolto nel mezzo bicchiere di brodo. Fate sobbollire per 2′.
Accendeteil forno a 200°, tagliate il pane a dadini e mescolatelo con l’olio, il curry e un pizzico di sale. Tostatelo in forno per 10′.
Nelfrattempo tritate finemente il prezzemolo.
Servite la vellutata con il prezzemolo tritato e i crostini.
Tempo di preparazione: 1h20′




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